perchè che a livorno un c'è nulla si sente dire da generazioni. però mica va bene, ci siamo detti, che a livorno non ci sia nulla.
soprattutto perchè si continua a dirlo, però la gloriosa amministrazione di questa città ci sta riempiendo di divertimento ma a noi non ci garba nulla. oppure ci garba tutto, ma perchè si fa buon viso a cattivo gioco?
ecco, il video vuole dare un'interpretazione di questa situazione.
il discorso, inutile dirlo, è un pò complicato.
di sicuro c'è che livorno in questi anni, con la pretesa di diventare un porto turistico, sta cambiando troppo in fretta per i livornesi.
aprono l'ipercoppe, il pam, eccetera e ti ritrovi, mentre fai la spesa, a veder le famiglie intere comprensive di figlioli che girano in tondo come matti invece d'andà sul mare o in città.
apre il medusa, nove sale di bontà e poltroncine comode, e tutti i cinema del centro sono lì lì per è fallire perchè non reggono la concorrenza. tre sono già falliti, e chiudendo più o meno nel silenzio svuotano il centro di quei posti che ne hanno fatto la storia, anche se nessuno se ne accorge.
il lungomare è nuovo e scintillante, eppure lo vedi da lontano che c'è qualcosa che non va: accanto alle baracchine scintillanti e ai pub con le palmine illuminate i moletti, così brutti e bui, si riempiono di ragazzi
e poi chiude tutto: non si trova lavoro, a meno di non trovarlo a tempo, non c'è una sicurezza che sia una, si da la colpa a berlusconi ma non si fa nemmeno un pochino per difendere i nostri interessi.
non si hanno più sogni.
ma, cazzo, ci si deve divertire.
e poi apri il giornale, di mattina, e vedi che in prima di cronaca c'è il servizio sulle mamme detective che sono andate a riprendere i figlioli che fumavano le canne per l'orecchi.
e ogni tanto qualcuno muore per una mandata di roba tagliata col veleno. qualcuno muore d'overdose, qualche fantomatica fumeria viene sgominata dalle forze dell'ordine. tutti i giorni, ultimamente.
come se la fascia che va dai diciotto ai trent'anni fosse al 99% fatta di delinquenti.
l'idea originale dell'inchiesta video era di buttare un occhio sul lavoro e uno sul divertimento. ma no, non è stato possibile: si vedeva, facendo le domande, che il lavoro nonostante non ci sia non è un problema. la gente sta bene, dice, poi però... a livorno un c'è nulla, e altre cose più o meno rincuoranti.
quello che abbiamo deciso di produrre, quindi, è un lavoro sul divertimento. e di riflesso sulla droga. e sul disagio, parola che di questi tempi è di voga.
abbiamo raccolto un pò di interviste, una cinquantina, di persone di diversa estrazione sociale, di diversi interessi... diverse, insomma.
l'unica cosa che hanno in comune, crediamo, sia l'incapacità di comunicare. una specie di solitudine, ma non triste: inconsapevole.
la disgregazione sociale, quella di cui si interessano psicologi e sociologi, avanza e non si sa perchè. probabilmente perchè il famoso disgregato ora è una persona normale. forse perchè, in qualche modo, siamo tutti potenziali tossici, violenti e chissà cosa direbbe qualcuno che vede livorno in azione in sabato sera.
e i giorni normali, soprattutto.
il video non vuole dare risposte, ma mettere chi lo guarda in condizione di farsi le domande di cui solitamente crede di conoscere una risposta.
durerà una mezzoretta abbondante, e verrà presentato durante
alza la guardia