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domenica, 30 ottobre 2005

da "Il Tirreno"

Mezz’ora di interviste su divertimento e droga


Ragazzi e ragazze si raccontano davanti alle telecamere


LIVORNO. «Ti diverti quando ti droghi e ti droghi quando ti diverti». Il ragazzo con il volto travisato chiude così il bel video del collettivo “mob-com” del centro sociale “Godzilla” - gli stessi che tentarono l’anno scorso l’esperienza della tv di strada - intitolato “A Livorno’un c’è nulla?” e presentato ieri sera per la prima volta all’ex Odeon occupato. Le interviste, realizzate in giro per la città, danno voce ai più giovani sui temi dello svago, dell’impegno e del rapporto con le sostanze: alcol, canne e droghe pesanti. Tra i volti, anche quello di Pietro Contorno, anima del centro per giovani “Todo Modo”, che lascia sospesa una domanda: «Qualcuno mi sa dire come si interviene sul disagio giovanile in questa città? Qualcuno ha un’idea?».
 Contorno chiede che si apra «un discorso su disagio e interventi necessari» e non è tenero con il Comune: «La nuova amministrazione - spiega - si è fatta fare un conto complessivo di quanto costano le cose messe in atto. Allora, mettiamoci un commercialista a fare politica! Qui ci vogliono le idee, altrimenti diventiamo tutti “business men” ma senza cambiare nulla».
 Ma cosa chiedono i ragazzi e le ragazze di Livorno, almeno quelli compresi nella fascia d’età 14-25, visto che oggi poi si è giovani fino a 40 anni? «Non vedo la gente soddisfatta - racconta un’intervista - c’è un’aria stagnante. Questa città aveva creatività, un’identità precisa, c’era movimento. Negli ultimi 3-4 anni tutto questo si è spento».
 Eppure, almeno d’estate - provoca l’intervistatore - la città sembra vivere? «Le feste, le fiere - risponde un altro ragazzo - sono ideate da persone non giovani. E poi non ci sono iniziative che spingano i giovani a provarci. Livorno è triste come città, io ho il progetto di scappare via».
 Livorno va conosciuta, gli fa eco una ragazza intervistata a una festa: «E per conoscerla devi avere le informazioni giuste». Tra queste ci sono quelle relative al famoso “moletto”: «Se dico ai miei amici - racconta una ragazzina con le trecce, di cui non si vede il volto - andiamo a “Tuffati in città”, la risposta è una sola: preferiscono andare al moletto a fumare un bonjo».
 Le interviste scivolano verso l’argomento droga che un giovane definisce «un sostegno morale per chi non riesce a fare qualcosa per se stesso». Ma come vivono l’uso di sostanze i ragazzi livornesi? «Tante persone adulte - spiega uno che sembra sapere bene di cosa sta parlando - ne fanno uso. Le vedi usare già da piccolo, dai genitori. Quando ci arrivi tu sai cos’è, ma poi la canna la devi capire».
 Il fumo che «rilassa, lega meglio a tutti gli altri, fa vivere meglio la musica che ascolto», ma anche il fumo come «noia»: «Con la canna - è un’altra voce - ti fumi tutte le noie della tua giornata».
 La droga? «È una parte integrante della mia vita - risponde una bella ragazza -. Raccontarmi al di fuori della droga è difficile». Vino, alcol, bamba, le va a ruota un ragazzo che dichiara: «A parte l’oppio ho fatto tutto». La ragazza con le trecce ricorda: «A 15 anni ho fatto le pasticche». Perché è ganzo, le chiede l’intervistatore: «No, ma mi piace - è la risposta - ti senti più disinibita, più aperta con gli altri».
 A chiosare le interviste è ancora Contorno: «Non si ha più la stessa consapevolezza delle sostanze che si aveva una volta. Pensano di non essere tossicodipendenti perché si fanno solo nel fine settimana». Poi, però - ammette uno degli ultimi intervistati - «quando i problemi che hai rimandato stonandoti arrivano tutti insieme, è un bel casino».
D.F.


postato da: mobcom alle ore 10:46 | link | commenti
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sabato, 29 ottobre 2005

ultim'ora...

stasera dopo cena la prima di "a livorno un c'è nulla" nientepopòdimeno che al cinema odeon, occupato per tre giorni!

guarda un pò su alzalaguardia.splinder.com per la scaletta degli eventi...

mob-com c'è.


postato da: nanocattivo alle ore 11:29 | link | commenti
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mercoledì, 26 ottobre 2005

aggiornamenti alla volè

o di giorgina, che dir si voglia.

dunque: dopo giorni e giorni intrappolati tra quattro mura davanti a un pc, il montaggio è finito.
c'è da riempì un pò qualcosa, tappà qualcos'altro, fà copertine e librettino, fotocopiare, masterizzare,inscatolare e mettere su internet.

"a livorno un c'è nulla" verrà presentato durante Alza La Guardia. se vi piacerà... bene, sappiate che ne potete comprare una copia.

ovviamente il prezzo sarà più che popolare (tre euri): in fin dei conti la linea sottile di demarcazione tra i trappoloni e chi, tipo noi, fa le cose perchè crede siano utili a qualcuno è che non ha smanie di guadagnarci.

occhio: il video non vi si regala tirandovi i dvd nel groppone perchè alla fine siamo in cinque e quello messo meglio lavora part-time... quindi se vi piacerà e se credete che possa essere ganzo o utile regalarlo al vostro fratellino, ai genitori, a nonna così mòre e risolvete il problema di dove andare a stare di casa eccetera eccetera... bè, frugatevi.

ovvio che coi soldi che si faranno non ci si va in crociera sul nilo: serviranno per comprare una telecamera (quella più brutta di tutte, ovviamente, e col resto ci si va al cinema alla gran guardia).

ah: in settimana prossima arriva il link per scaricare il filmato (compresso ma tutto intero) e la copertina, così se siete tirati come le balestre non vi frugate e lo guardate lo stesso..

visto che a quelli di mob-com gli piacciono parecchio le creative commons, qualche diritto è riservato ma la copia e la rielaborazione sono più che ben accette, finchè si attengono alla regole delle cc, che trovate ciacciando meglio nel sito.

che vuol dire? masterizzare, fotocopiare, modificare, inscatolare e diffondere.
grazie.



postato da: nanocattivo alle ore 19:15 | link | commenti (1)
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mercoledì, 19 ottobre 2005

perchè un documentario?

perchè che a livorno un c'è nulla si sente dire da generazioni. però mica va bene, ci siamo detti, che a livorno non ci sia nulla.
soprattutto perchè si continua a dirlo, però la gloriosa amministrazione di questa città ci sta riempiendo di divertimento ma a noi non ci garba nulla. oppure ci garba tutto, ma perchè si fa buon viso a cattivo gioco?
ecco, il video vuole dare un'interpretazione di questa situazione.

il discorso, inutile dirlo, è un pò complicato.
di sicuro c'è che livorno in questi anni, con la pretesa di diventare un porto turistico, sta cambiando troppo in fretta per i livornesi.
aprono l'ipercoppe, il pam, eccetera e ti ritrovi, mentre fai la spesa, a veder le famiglie intere comprensive di figlioli che girano in tondo come matti invece d'andà sul mare o in città.
apre il medusa, nove sale di bontà e poltroncine comode, e tutti i cinema del centro sono lì lì per è fallire perchè non reggono la concorrenza. tre sono già falliti, e chiudendo più o meno nel silenzio svuotano il centro di quei posti che ne hanno fatto la storia, anche se nessuno se ne accorge.
il lungomare è nuovo e scintillante, eppure lo vedi da lontano che c'è qualcosa che non va: accanto alle baracchine scintillanti e ai pub con le palmine illuminate i moletti, così brutti e bui, si riempiono di ragazzi
e poi chiude tutto: non si trova lavoro, a meno di non trovarlo a tempo, non c'è una sicurezza che sia una, si da la colpa a berlusconi ma non si fa nemmeno un pochino per difendere i nostri interessi.
non si hanno più sogni.
ma, cazzo, ci si deve divertire.
e poi apri il giornale, di mattina, e vedi che in prima di cronaca c'è il servizio sulle mamme detective che sono andate a riprendere i figlioli che fumavano le canne per l'orecchi.
e ogni tanto qualcuno muore per una mandata di roba tagliata col veleno. qualcuno muore d'overdose, qualche fantomatica fumeria viene sgominata dalle forze dell'ordine. tutti i giorni, ultimamente.
come se la fascia che va dai diciotto ai trent'anni fosse al 99% fatta di delinquenti.

l'idea originale dell'inchiesta video era di buttare un occhio sul lavoro e uno sul divertimento. ma no, non è stato possibile: si vedeva, facendo le domande, che il lavoro nonostante non ci sia non è un problema. la gente sta bene, dice, poi però... a livorno un c'è nulla, e altre cose più o meno rincuoranti.
quello che abbiamo deciso di produrre, quindi, è un lavoro sul divertimento. e di riflesso sulla droga. e sul disagio, parola che di questi tempi è di voga.

abbiamo raccolto un pò di interviste, una cinquantina, di persone di diversa estrazione sociale, di diversi interessi... diverse, insomma.
l'unica cosa che hanno in comune, crediamo, sia l'incapacità di comunicare. una specie di solitudine, ma non triste: inconsapevole.

la disgregazione sociale, quella di cui si interessano psicologi e sociologi, avanza e non si sa perchè. probabilmente perchè il famoso disgregato ora è una persona normale. forse perchè, in qualche modo, siamo tutti potenziali tossici, violenti e chissà cosa direbbe qualcuno che vede livorno in azione in sabato sera.
e i giorni normali, soprattutto.

il video non vuole dare risposte, ma mettere chi lo guarda in condizione di farsi le domande di cui solitamente crede di conoscere una risposta.
durerà una mezzoretta abbondante, e verrà presentato durante alza la guardia


postato da: mobcom alle ore 13:49 | link | commenti (6)
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non c'è proprio nulla a livorno?

entro domani mattina:
0) una sistematina al blog, che non fa mai male
1) come mai un documentario
2) come mai mob-com, e tutto questo casino
3) qualche proposta

.



postato da: nanocattivo alle ore 02:49 | link | commenti (2)
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martedì, 18 ottobre 2005

o voi?

eccoci qui.
a un'ora assurda per un lunedì notte, apre finalmente il blogghino di mob-com.

cos'è mob-com?
è un gruppo di personaggi che per hobby fanno i videomakers.
cos'è un videomaker?
una persona normale con una telecamera e un pc dove attaccarla, e la voglia di usarla.
cosa vuol dire mob-com?
mob = mobilita, com = comunica
perchè mobilita?
perchè a volte sarebbe meglio che la gente si desse una mossa
perchè comunica?
perchè noi la telecamera si usa per dire qualcosa. nel senso che anche noi facciamo il filmino delle comunioni, ma facciamo anche altro.
e cosa di preciso?
facciamo quello che il telegiornale definisce videoinchiesta e quark definisce documentario: buttiamo un occhio sulla nostra città.
quale città?
livorno.
ah ma allora siete voi quegli scemi che hanno attaccato in giro la scritta "a livorno 'un cè nulla?"?
si, siamo stati noi. 'un c'arrestate.
perchè?
te lo dico domani, ora è tardi.
'notte


postato da: mobcom alle ore 00:47 | link | commenti (9)
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